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| a voi la parola Caro direttore, insegno in una scuola primaria statale di Milano. Desidero spendere due parole a favore del "maestro unico" Rifacendomi agli studi di pedagogia e psicologia dello sviluppo dell'infanzia e all'esperienza matura in anni d'insegnamento,sono convinta che il maestro "unico" o "prevalente", termine forse piu' adeguato alla situazione dei nostri giorni, offra una maggiore possibilita', ai bambini che intrapprendono l'avventura scolastica di vivere un'esperienza di unita' nell'approccio delle varie discipline. Per un bambino tra i sei e gli otto anni il maestro e' l'adulto che lo accompagna nella scoperta dei vari aspetti della realta' che lo circonda, impegnandosi con lui, suggerendogli e applicando insieme strategie,verificando e sostenendolo nel lavoro di interiorizzazione e utilizzo delle conoscenze acquisite, tutti dentro uno stretto rapporto di fiducia e di confronto. Ora se in questo lavoro - che si esplicita quotidianamente attraverso un considerevole impegno personale - intervengono piu' docenti, tutto si complica e si eleva il rischio della dispersione e della frammentarieta'. Capita anche a noi adulti: quando dobbiamo confrontarci con piu' figure di riferimento, per giungere ad un giudizio unitario siamo sottoposti a uno sforzo di adattamento e di sintesi non indifferente. Percio' perche' non permettere al bambino,nel suo impegno iniziale, di impiegare la maggior parte delle sue energie nell'opera di conoscenza, piuttosto che nell'affrontare le difficolta' che rapporti plurimi comporterebbero ? Roberta Malerba Milano Sottoscrivo supportato anche dal ricordo che della trentina di insegnanti incontrati dalle elementari al diploma quello che ricordo con piu' nitidezza, affetto e simpatia e' quello delle elementari, al punto, che intenzionato a non rinnovare l'abbonamento,questo condivisa testimonianza mi ha fatto ricredere, entro il 31 dicembre rinnovero' l'abbonamento ad Avvenire per il 2009. Ciao Luigino Ferrari lufevr*tin.it |
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| "Luigino Ferrari" <lufevr*tin.it> ....offra una maggiore possibilita', ai bambini che intrapprendono > l'avventura scolastica di vivere un'esperienza di unita' > nell'approccio delle varie discipline. Per un bambino Se questa tizia avesse avuto almeno due maestre/i! Almeno una/o di queste/i le avrebbe insegnato che non si scrive "intrapprendono" e che l'accento e l'apostrofo non sono la stessa cosa. E lei non trasmetterebbe questi errori ad altri poveri bambini. Galina |
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| difficoltà, docenti, scuola |
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